Adoa, un cantiere che non smette di trovare soluzioni

 
 

Momento di confronto interno a Isola della Scala il 13 novembre

L’estate 2019 ha portato novità e confermato, ir robustendoli, percorsi già av viati da un quinquennio. Il cantiere Adoa, momento di confronto interno tra i rap presentanti di più di trenta enti aderenti, quest’anno si svolgerà a Isola della Scala il 13 novembre anche per festeggiare i 40 anni dalla nascita della Piccola Fraternità
parrocchiale.
I tavoli di lavoro e di riflessione attivi in Adoa dal 2014 continuano a dar vita a con fronti e accordi quadro che irrobustiscono il Terzo setto re veronese e lo compattano nell’affrontare alcune sfide che oramai riguardano tutti: gli anziani aumentano di nu mero in maniera esponenziale e le famiglie non riescono più a gestire da sole un’emergenza che non trova adegua te risorse pubbliche a soste nere chi si occupa di allevia re le sofferenze e difendere la qualità di vita “degli scartati”. La perdita di contatto con l’economia reale di un certo modo di fare finanza più rivolto alla massimizzazione del profitto che all’attenzione alle imprese e alle famiglie, mina alla base i ten
tatividi costruire economie circolari e di comunità. L’iso lamento e la solitudine han no sostituito le grandi povertà e il welfare performativo rischia di non essere più ade guato per richieste di aiuto che si fanno complesse e multiformi.
Ma Adoa, alimentando il confronto continuo tra ad detti ai lavori, familiari, par
rocchie, amministratori e ricercatori, sta fornendo delle soluzioni concrete a problemi urgenti, al fine di offrire un sostegno qualificato al l’anzianità, alla disabilità, al disagio psichico, all’isola mento e alla povertà.
La sfida da cogliere è anche quella culturale: la società, il mondo dell’economia, della finanza e dell’impresa, le amministrazioni pubbliche, le famiglie, il singolo individuo sono disposti a mettersi in gioco facendo delle scelte che riportino al centro di ogni pensiero la persona?
Parliamo di scelte che ri portino il “dio denaro” al po sto che gli compete, a essere cioè solo uno degli strumenti per raggiungere obiettivi ben più significativi della massimizzazione del profitto come il benessere delle comunità locali e la qualità delle relazioni di prossimità, la cura di una intergenerazionalità positiva, l’attenzione alla vita, alla difesa del creato e della dignità della persona.
Adoa c’è e, attraverso un lavoro continuo e collaborativo, continuerà a proporre – a tutti coloro che avranno il desiderio di partecipare – un nuovo modello di impegno e di società partendo dal sostegno alle fragilità, dall’attenzione alle relazioni di prossimità, da una rinnovata responsabilità nei confronti del creato e dell’umano. Ripartiamo dai luoghi di cura e costruiamo insieme un nuovo umanesimo per noi, per i nostri figli e per i figli dei nostri figli.

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