Il “facilitatore” di sinergie «Adoa» Così è in rete il meglio del territorio

 
Avvenire 21/03/2017

L’associazione diocesana delle opere assistenziali è stata fondata a Verona nel 2000 con tutti i protagonisti dell’economia sociale

L’Associazione Diocesana delle Opere Assistenziali (Adoa) è stata fondata, alla fine del 2000, dalla Diocesi di Verona e dai più importanti istituti religiosi e fondazioni del territorio che
operano nel campo sanitario, socio-assistenziale e della carità. A costituirla oggi sono tutti gli enti, le associazioni, le Fondazioni, gli istituti religiosi, le realtà di cooperazione, i gruppi
formali e informali di aiuto assistenza e cura nel mondo della carità, degli anziani, dei diversamente abili e dei bambini. «Siamo un’associazione di enti che operano prevalentemente nel terzo
settore, ma che non possono e non vogliono abdicare a quei valori cristiani», afferma Tomas Chiaramonte, segretario generale, «che ne hanno caratterizzato l’origine e
che ne connotano l’azione di missionaria attenzione al prossimo». Gli enti che aderiscono ad Adoa possono avere diversa natura giuridica e dimensione, ma sono accomunati
da una mission cattolica e da finalità non profit. «L’associazione ha il compito di sviluppare sinergie e di coordinare le azioni comuni dei diversi soggetti
aderenti in ambito culturale e formativo, economico ed organizzativo, tecnico e giuridico», continua Chiaramonte. Consente, inoltre, di sviluppare esperienze di rete aumentando l’efficienza e l’efficacia
degli enti, la loro “significatività” nei confronti delle istituzioni e dei media, l’appeal su banche e fornitori». Negli ultimi anni, l’associazione ha sviluppato percorsi culturali per il
management al fine di ribadire l’importanza dell’equilibrio tra efficienza organizzativa e ispirazione cristiana. Adoa non ha l’ambizione di diventare un’associazione di categoria,
piuttosto può essere «considerata un “facilitatore” di sinergie e collaborazioni a sviluppo orizzontale su base territoriale », conclude Chiaramonte, «dove il fine è comune e lo stile deve
essere sempre attento alle persone (M. Chia)