Pia Opera Ciccarelli: in difesa degli anziani fragili del centro Policella

La Fondazione Pia Opera Ciccarelli, ente associato Uneba Veneto, fedele ai propri valori, prende con decisione le parti dei più fragili: che oggi sono anzitutto gli ospiti, i famigliari e i dipendenti del Centro Servizi Policella di Castel d’Azzano.

Gli ospiti  del centro Policella sono anziani (fino a 60), parzialmente o del tutto non autosufficienti, con disturbi neurocomportamentali gravi o severi,  per i quali non sia possibile attivare un programma di assistenza domiciliare integrato.

Il Centro Servizi ha sede in uno stabile di proprietà degli Istituti Civici di Servizio Sociale (I.Ci.S.S.) e dato in concessione alla Pia Opera Ciccarelli fino al 31.03.18, poi prorogato al 31.12.19. Fino a poche settimane fa, malgrado ripetuti solleciti della Pia Opera, da I.Ci.S.S. non sono arrivate certezze sul futuro della struttura. A ottobre 2019, pero’, I.Ci.S.S. ha deliberato di costituire con l’Istituto Assistenza Anziani (I.A.A.) di Verona una società finalizzata alla gestione di tutti i servizi e di I.Ci.S.S., compreso il centro Policella.

Questo significa che da gennaio 2020 le persone ospiti del Policella di Pia Opera Ciccarelli non hanno più una casa. Una situazione particolarmente difficile per persone molto fragili come loro, e che desta anche la preoccupazione dei famigliari, e dei dipendenti.

Il Centro Policella è riconosciuto come eccellenza assistenziale sia nell’Ulss 9 che a livello regionale ed extra regionale. La Pia Opera è titolare di autorizzazione e accreditamento, entrambi in scadenza a fine 2019.

“La Fondazione – si legge nel comunicato stampa della Pia Opera del 13.11.19 –  lascia il Centro Servizi Policella, nel quale ha investito moltissime risorse, sia professionali che economiche, portando con sé la ventennale esperienza maturata, che sta comunque proseguendo nell’implementazione di progetti in collaborazione con altre Istituzioni di eccellenza. Ma a fronte prima del perdurante silenzio e poi delle repentine decisioni assunte dagli I.CI.S.S. e dall’I.A.A., ribadisce (lo ha confermato anche una decisione del Cda) la necessità e l’urgenza di tutelare chi nel Centro vi ha abitato e lavorato, facendo tutto quanto è possibile per garantire a quanti vorranno e, quindi nel pieno rispetto della libera scelta di ciascuno, la continuità assistenziale e lavorativa prevista dai contratti in essere, atteso che questa è l’unica priorità da garantire in osservanza della propria Mission Istituzionale”.